Terapia del bambino e dell’adolescente

Infanzia e adolescenza sono momenti di vita delicati in cui il bambino e l’adolescente possono manifestare disagi di vario tipo, quali disturbi del linguaggio, dell’attenzione, dell’alimentazione, per il primo e ansia, condotte antisociali, uso di sostanze, per il secondo.
È importante intervenire precocemente su tali disagi per aiutare il bambino e l’adolescente a riprendere il loro naturale percorso di sviluppo.

Psicoterapia del bambino

Gli approcci alla cura del bambino sono diversificati a seconda della sua età e della problematica che egli presenta. Il piccolo può presentare paure legate ai rimproveri dei genitori, al timore di non essere all’altezza delle loro aspettative, all’ansia di separazione da loro. Può essere inibito nell’espressione delle proprie emozioni, avere difficoltà nell’alimentazione (mancanza di fame, obesità, etc.), nel sonno o nella regolazione della defecazione e della minzione. Il bambino può avere difficoltà scolastiche come deficit dell’attenzione, ritardo nel linguaggio e nell’apprendimento o problematiche relazionali (aggressività verso i compagni, timidezza, isolamento). In ognuno di tali casi il professionista sceglie l’intervento più utile fra la rieducazione comportamentale, l’approccio psicomotorio, quello analitico, etc., avvalendosi di strumenti come il gioco e il disegno, estremamente utili perché adatti alle modalità comunicative del bambino.

La psicoterapia del bambino si pone l’obiettivo di comprendere il disagio del piccolo dandogli un significato alla luce dell’ambiente relazionale in cui egli vive e della sua storia personale e familiare.

A tal fine è d’obbligo il coinvolgimento dei genitori nel trattamento del figlio. La madre e il padre possono offrire un contributo indispensabile alla terapia, partecipando direttamente, per conoscerne l’andamento e appoggiarlo, piuttosto che boicottarlo anche inconsapevolmente. Il bambino può infatti cambiare se con lui mutano le dinamiche relazionali familiari, che spesso hanno un ruolo principale nell’insorgenza del suo sintomo. Il bambino sarà, quindi, più sicuro di potersi affidare al professionista, senza sentire di tradire i genitori perché si confida con lui.

Psicoterapia dell’adolescente

L’adolescenza, in quanto passaggio dall’infanzia all’età adulta, è una fase di instabilità con forti oscillazioni tra il bisogno di dipendenza e il desiderio di autonomia. L’adolescente è completamente centrato su se stesso alla ricerca della propria identità e si pone a distanza variabile dal mondo adulto sentendolo come costrittivo, perché gli impedisce di essere adulto a modo suo.

La psicopatologia dell’adolescenza riguarda principalmente tre temi:
  • la riorganizzazione della propria identità, per cui se il ragazzo non riesce a svincolarsi dall’identità infantile, si parla di breakdown adolescenziale;
  • il rifiuto delle regole, per cui il ragazzo può esprimere il proprio disagio attraverso l’infrazione più o meno grave e pericolosa delle stesse;
  • il cambiamento corporeo che viene vissuto passivamente e si accompagna al senso di impotenza, esitando spesso in problematiche alimentari.
Nella fase adolescenziale gli episodi critici sono fisiologici; a renderli patologici è la loro durata e gravità. L’adolescente che attraversa un periodo di depressione, che si isola nella sua stanza a lungo, o che fa uso occasionale di droghe leggere, non rientra necessariamente nell’area psicopatologica. Anche quando un’area di sviluppo manifesta un disagio, non vuol dire che l’intero processo evolutivo del ragazzo sia in crisi.

La psicoterapia con l’adolescente mira a stabilere con il ragazzo obiettivi chiari, con lo scopo ultimo di ripristinare il naturale processo di crescita, risolvendo ciò che lo aveva interrotto o inibito. Lo specialista deve accompagnare l’adolescente, sostenendolo nel dolore della crescita, rispettando i suoi tempi, i suoi silenzi, permettendogli di costruirsi poco a poco la sua identità.

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