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Articolo di approfondimento su:

  • medicina olistica significato e approccio della terapia olistica
  • analisi delle scienze olistiche e dei metodi olistici in psicologia

La scienza e la psicologia: le origini dell’integrazione e della medicina olistica

La scienza moderna, fin dalle sue origini, ha da sempre fondato le sue teorie su tre principi fondamentali: materialismo, meccanicismo e riduzionismo. Ancora oggi questi rappresentano i pilastri cardine del paradigma scientifico che pone la sua attenzione prevalentemente sullo studio degli oggetti materiali ignorando completamente gli oggetti immateriali cioè l’energia, le emozioni, i pensieri, la coscienza.

Nel corso dei secoli ci si è resi conto che questo paradigma è molto utile nello studio della natura nei suoi aspetti fisici, chimici e biologici, ma è risultato di difficile applicazione nello studio dell’essere umano e sulla sua complessità. Per cercare di semplificare tale complessità, si è sviluppata, quindi, una tendenza alla specializzazione degli studi suddividendo l’uomo in varie parti di cui ogni scienza ha approfondito un aspetto diverso seguendo teorie e metodi propri.

E’ nata così una medicina che tende a separare i vari organi tra loro, a separare il sistema nervoso e la mente, elementi che oggi sappiamo bene essere strettamente interconnessi tra loro.

La psicologia in questo quadro ha riscontrato molte difficoltà, in quanto i suoi oggetti di studio, la mente, l’uomo e le sue emozioni, sono influenzati da numerosi fattori interni ed esterni poco controllabili scientificamente.

Alle sue origini la psicologia  è riuscita ad emergere come disciplina scientifica solo alla fine dell’800, molti secoli dopo la fisica e la medicina. All’epoca il suo principale oggetto di studio era quella che Descartes chiamava la res extensa ovvero la dimensione materiale e non prendeva per nulla in esame la res cogitans cioè la dimensione immateriale. Questa visione che si basava sull’oggettività degli eventi studiati escludeva dal campo, come sottolinea lo psichiatra inglese R. D. Laing “la vista, il suono, il sapore, il tatto e l’odore [….] l’estetica e la sensibilità etica, i valori, la qualità e la forma; tutti i sentimenti, i motivi, le intenzioni, l’anima, la coscienza e lo spirito”. La psicologia, quindi, decise di scegliere come oggetto dei suoi studi la percezione sensoriale e i comportamenti dell’essere umano tralasciando completamente i processi mentali, le emozioni, la coscienza perché non osservabili direttamente né misurabili con qualche strumento.

Tutti questi aspetti furono studiati solo da alcune correnti di impostazione clinica, a partire dalla Psicoanalisi di Freud, che però sono rimaste fuori dal paradigma scientifico.

Con lo sviluppo della psicosomatica ci si è concentrò sullo studio dell’influsso reciproco tra mente e corpo e si gettarono così le basi di una visione dell’uomo integrata. Freud è stato un precursore anche nel campo della psicosomatica in quanto ha cercato di definire le malattie (principalmente le isterie) come espressione di conflitti inconsci, ma il merito di aver fondato questa nuova disciplina negli anni ‘50 fu di Franz Gabriel Alexander, psicoanalista e medico ungherese. La sua idea era quella di integrare la psicoanalisi con la ricerca scientifica sulle emozioni con lo scopo di favorire il dialogo e l’integrazione fra la medicina e la psicologia.

La medicina olistica e una nuova visione della scienza: l’Olismo

L’interconnessione tra un disturbo e la sua causa psichica si basa su una visione olistica del corpo umano, sul concetto che mente e corpo sono strettamente collegati; tale principio implica che in alcune malattie oltre ai fattori somatici un ruolo fondamentale  lo hanno anche i fattori psicologici.

Ancora e di più oggi si percepisce la necessità di una integrazione delle scienze per  recuperare  quella visione globale dell’uomo che già gli antichi avevano. Anche all’interno della psicologia e della medicina si tende a rimettere insieme quelle parti che in passato erano state separate per motivi di studio, ma che in realtà sono in continua interazione: per questi motivi si parla sempre più spesso di olismo o medicina olistica.

Approccio olistico significato della medicina olistica

L’approccio olistico prevede una visione della salute integrata che comprende tutte le parti dell’essere umano: corpo, mente e spirito.

L’olismo, la cui etimologia viene dal greco olos (tutto, totale), considera l’essere umano come l’insieme di tutte le sue parti: apparato fisico, mentale/emozionale e spirituale.

Il corpo, la mente e lo Spirito in realtà non sono entità separate, ma si compenetrano e si influenzano l’una con l’altra. Secondo questa visione se un elemento, per esempio il corpo, subisce un’alterazione, anche gli altri elementi ne risentono; la malattia (anche se si manifesta sul piano fisico) ha origine nella sfera interiore (mentale o emotiva). Essa, quindi, non è causata dai solo fattori esterni ma può avere origine anche da squilibri interiori (energetici, emotivi o psicologici) che ne determinano il manifestarsi sul piano fisico.

Nell’approccio olistico, così come nella psicosomatica, il disagio (fisico o psicologico) viene considerato un messaggio, reso manifesto nel corpo, che la nostra mente ci sta inviando e che ha bisogno di essere accolto, ascoltato e non represso. In questa visione unificante la “guarigione” consiste nel ristabilire un equilibrio tra i sistemi (fisico, psichico e energetico) che hanno contribuito a dare vita al disagio.

In ambito psicologico con il termine olismo si intende la possibilità di considerare l’individuo come qualcosa di più della semplice somma delle parti: il comportamento o lo stato emotivo di un soggetto è influenzato da diversi fattori interconnessi che interagiscono insieme. Nella storia della psicologia ci sono varie correnti di pensiero che hanno accolto la visione olistica dell’uomo. Prima fra tutte troviamo la Scuola della Gestalt che ritiene fondamentale l’osservazione del comportamento umano nel suo insieme. Questa scuola fa parte delle terapie umanistiche cioè quelle che partendo dalla corrente psicoanalitica poi si incontrano con la filosofia orientale abbracciandone molti aspetti.

Concetto cardine della Gestalt è il “qui ed ora”, il “momento presente”: è importante tutto quello che accade nel momento presente perché il passato non esiste più e il futuro non esiste ancora. Il “qui” ed “ora”, lo spazio e il tempo sono concetti basilari delle filosofie orientali.

Negli ultimi anni si è sviluppata sempre di più una forte tendenza ad integrare i concetti della cultura occidentale con quelli più antichi di quella orientale. La fisica quantistica, per esempio, con la sua teoria dei quanti, cerca di rendere comprensibili per le nostre menti razionali ciò che già nelle antiche culture orientali era conosciuto già secoli fa.

Non mi dilungherò qui sulle teorie della fisica quantistica (a tal proposito vi rimandiamo all’articolo su fisica quantistica e mente) ma vorrei soffermarmi solo su uno dei suoi concetti più importanti ovvero quello del  “l’osservatore influenza l’osservato”.. ma cosa significa?

Werner Heisenberg  è un fisico tedesco che ha vinto il Premio Nobel per la Fisica nel 1932 per la scoperta del principio di indeterminazione: egli, con i suoi esperimenti,  scoprì che l’osservatore, nel suo caso lo scienziato che effettuava la misura, non è un semplice spettatore ma il suo intervento nel fare la misurazione produceva degli effetti non calcolabili e quindi non eliminabili.

Negli antichi testi orientali veniva ben espresso, e lo è tuttora in quelli più moderni, che l’essere umano è immerso in un flusso energetico che compone la nostra struttura, il Prana, o respiro vitale, e che i chakra sono i punti energetici attraverso i quali fluisce questa energia vitale.

Nell’antica medicina cinese si parla di meridiani cioè di canali in cui scorre l’energia vitale o Qi. L’unione con ciò che oggi sostiene la fisica quantistica sta nel concetto della responsabilità dell’individuo nel suo processo di guarigione. I recenti studi sull’epigenetica (branca della genetica che studia i cambiamenti fenotipici ereditabili da una cellula o da un organismo in cui, però, non c’è variazione del genotipo) e del biologo statunitense Bruce Lipton dimostrano l’importanza della mente e del pensiero nella manipolazione dei geni e del Dna.  E’ ormai dimostrato il fondamentale ruolo della mente, dei pensieri e delle emozioni nel contribuire all’insorgere o all’accelerare la malattia, così come a permettere o velocizzare la guarigione. (per ulteriori approfondimenti si possono leggere i numerosi scritti di Bruce Lipton sull’argomento).

Medicina olistica e terapie olistiche

Le terapie naturali, le discipline energetiche, ma anche alcune pratiche spirituali, possono rientrare in quella che comunemente viene chiamata “medicina olistica”, che oggi sta diventando sempre più accessibile e diffusa, anche in occidente.

Tutte queste pratiche hanno lo scopo di riportare armonia nel corpo, nella mente e nella sfera spirituale, ognuna con un approccio proprio e specifico. Alcune tecniche sono più orientate al lavoro sul piano fisico, altre su quello emozionale e altre ancora su quello energetico e spirituale.

In questo articolo vorrei soffermarmi su una delle tante discipline della medicina olistica, una delle più affascinanti: il REIKI.

Il Reiki e la medicina olistica

ll Reiki è una tecnica di guarigione naturale nata dalle esperienze del dott. Mikao Usui, monaco cristiano vissuto in Giappone nella seconda metà del 1800, docente in Teologia Cristiana alla Doshisha University di Kioto.

Il nome Reiki  deriva da una parola giapponese che significa Forza Universale della Vita o Energia Vitale, quell’energia che è attorno e dentro di noi. Il Reiki è la connessione tra REI energia vitale universale e KI energia individuale.

In cosa consiste questa tecnica? E’ un trattamento in cui il soggetto si distende su un lettino e l’operatore gli pone le mani su 22 zone corporee concentrandosi soprattutto su quelle corrispondenti ai sette chakra.

Le mani dell’operatore vengono posate con l’intenzione di donare amore e sono uno strumento attraverso cui trasmette l’Energia Vitale Universale che egli è in grado di canalizzare dall’Universo in quanto Reiker, allo scopo di ripristinare nel corpo del soggetto l’armonia e l’equilibrio dei suoi Sette Chakra. Ad ogni Chakra corrisponde uno o più organi vitali ed emozioni ben precise, per questo il trattamento fatto su tutto il corpo del soggetto va a ripristinare un equilibrio energetico importante. Quando i Sette Chakra sono in armonia l’energia fluisce nel corpo come in una strada senza intoppi, garantendo al soggetto salute e vitalità. L’equilibrio raggiunto deve essere necessariamente accompagnato da un riequilibrio emotivo, in quanto il Reiki è un metodo energetico ma non psicologico.

Alla base delle tecniche olistiche c’è la convinzione che l’essere umano è parte dell’Universo e quindi la sua essenza non è solo materiale ma è un continuo flusso energetico che però a volte può affievolirsi; il Reiki, come tutte le altre tecniche energetiche ha l’obiettivo di ristabilire questo flusso nella giusta intensità, permettendo un continuo scambio di energia tra l’uomo e l’Universo.

Medicina olistica: guarire è prima di tutto comprendere sé stessi

Il Reiki agisce contemporaneamente sul corpo fisico, su quello emozionale e su quello mentale; genera un profondo processo di riequilibrio, a livello emotivo libera le emozioni somatizzate e apre la mente, aiutandoci a comprendere il disagio interiore che ha dato origine alla malattia. Favorisce in questo modo il collegamento consapevole mente-corpo.

L’Energia Reiki scorre attraverso i nostri canali energetici attivando sia il corpo che la mente dandoci la forza e il coraggio per riconoscere e agire su quelle situazioni che aspettano di essere cambiate e che ci fanno stare male, generando in noi blocchi energetici, emozionali e di conseguenza anche fisici.

Il Reiki porta armonia dentro di noi regolarizzando la circolazione energetica in tutto il corpo, induce uno stato di rilassamento profondo che riattiva il sistema endocrino, linfatico, circolatorio, digerente e urinario; che riequilibrare il sistema nervoso e neurovegetativo; che produce un rafforzamento delle difese immunitarie e avvia un processo di disintossicazione non solo fisica ma anche e prima di tutto psichica.

Il Reiki ha il potere di connettere l’Energia Universale (Rei) all’ Energia di ognuno di noi (Ki): i nostri conflitti interiori non risolti, i bisogni  non  espressi o non appagati o le esperienze dolorose bloccano il nostro naturale flusso energetico. Questo può portare al rischio di vivere una vita insoddisfacente o dolorosa dal punto di vista psicologico o di ammalarci nel fisico; il trattamento reiki lavorando contemporaneamente su mente, corpo e spirito ristabilisce un equilibrio armonico assorbendo e metabolizzando l’Energia Vitale Universale, generando un riequilibrio psico-fisico. Aiuta a  liberare le emozioni somatizzate ed aprire la mente e lo spirito, rendendo consapevoli le cause della sofferenza psichica e della malattia. Da qui in poi a livello emotivo è necessario intervenire con una adeguata psicoterapia: il reiki ci aiuta a scoprire quella parte di noi che avevamo paura di vedere ma la psicoterapia ci conduce ad incontrarla, conoscerla e accettarla. E’ un lavoro complesso che però si ottiene integrando campi diversi che però hanno tutti lo stesso obiettivo: la profonda conoscenza di noi stessi e il nostro benessere.

Molti studi evidenziano i benefici del Reiki sugli stati mentali ed emotivi, in particolare sullo stress e l’ansia portando a benefici sia nell’immediato che sul lungo tempo. Dal lato psicologico, il metodo interviene trasformando in positivo la mente e l’atteggiamento verso la vita.

Va fortemente ribadito che questa tecnica non è un trattamento medico né una psicoterapia ma può essere un fondamentale metodo integrativo da utilizzare in affiancamento a tutte le terapie mediche e psicoterapeutiche tradizionali.

In tutto il mondo, in particolare negli Stati Uniti, il reiki viene praticato in alcuni Centri Clinici, come terapia alternativa. Anche in Italia, questa tecnica è praticata in qualche ospedale, soprattutto in Piemonte, a Torino e Asti. In questi ospedali è stato dimostrato come il reiki sia efficace, per esempio, nelle terapie del dolore, nell’assistenza pre e post operatoria e si è rivelato particolarmente efficace durante i trattamenti chemio e radioterapici nei pazienti oncologici. Sul piano psicologico reiki aiuta a controllare l’ansia e a limitare nostra mente le conseguenze negative associate ai disturbi psicosomatici; il reiki aiuta il soggetto ad essere più calmo e centrato sul qui ed ora,  a sciogliere pensieri ossessivi oppure, con l’aiuto della psicoterapia, a risolvere e scioglere piccole manie e piccoli blocchi personali.

Il Reiki non genera un semplice rilassamento ma è un’esperienza complessa a cui partecipano sia gli elementi psichici (sensazioni – emozioni – immaginazione), che quelli più prettamente corporei (percezioni sensoriali – movimenti). Questa pratica olistica consente, quindi, di fare esperienza della dimensione umana nella sua totalità corpo–mente, e di recuperare la consapevolezza di quella connessione con il tutto che è dentro di noi, dunque corpo-mente-spirito. Il Reiki va poi al di là della dimensione personale e psicologica e si pone come strumento di crescita trans-personale e spirituale usato come  valido aiuto/alleato delle discipline scientifiche e non un sostituto ad esse. Nella psicoterapia può essere un ottimo metodo per alleviare le patologie ansiose perché allena il paziente a concentrarsi su sé stesso e sul “qui ed ora” ma rimane responsabilità dello psicoterapeuta l’aiutarlo ad elaborare le cause profonde e ancestrali che stanno alla base dei suoi comportamenti ansiosi.

Veronica Leva
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Medicina olistica e psicologia: Bibliografia

  • Alexander F.G., Medicina psicosomatica, Firenze, Giunti, 1951
  • “A Practice-Based Theory of HealingThroughTherapeutic Touch: AdvancingHolistic Nursing Practice – Journal of Holistic Nursing – First Published August 18, 2017;
  • An Integrative Review of Scientific Evidence for ReconnectiveHealing – Journal of Alternative and Complementary Medicine Published online 2017 Aug 01
  • E. Cheli C. Antoniazzi, Olismo. La nuova scienza, Milano, Ed. Enea, 2020
  • Effect of Reiki Therapy on Pain and Anxiety in Adults: An In-Depth Literature Review of Randomized Trials with Effect Size Calculations. – PainManagNurs. HHS PA 2014 feb 28;
  • Laing R.D. in un colloquio con Capra F. , 1984, pg48-49
  • Lipton B., La biologia delle credenze, Macro Edizioni, 2020
  • Revista latino-americana de enfermagem: I benefici di massaggi e Reiki nelle persone affette da stress e ansia. 2016
  • The Effect of reiki on pain: A meta-analysis – MelikeDemir Dogan clinicalkey – ComplementaryTherapies in ClinicalPractice, 2018-05-01 Fascicolo 31, Pg 348-387;

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