Disturbo d’ansia e dell’umore

La paura è una normale esperienza emotiva presente in tutti i bambini. Tale stato d’animo non è necessariamente qualcosa di negativo. Di solito si tratta di una reazione naturale dovuta al fatto di trovarsi in presenza di qualcosa che viene considerato minaccioso.
È impossibile evitare, né sarebbe nel suo interesse, che il bambino sperimenti di tanto in tanto qualche forma di paura. Ogni stadio della crescita ha le proprie paure e insicurezze. È bene che quando tali esperienze accidentalmente si verificano, il genitore sia in grado di aiutare il bambino a fronteggiarle.

Non sono le normali esperienze di paura che di per sé creano problemi al bambino, ma il modo in cui egli impara a reagire ad esse. Se il bambino si abitua ad assumere un atteggiamento di continua apprensione e comincia a sentirsi costantemente minacciato da pericoli, allora ciò costituisce senz’altro un problema.

I bambini possono manifestare momenti di sofferenza psicologica in seguito ad eventi critici, qualila nascita di un fratellino, la morte di una persona cara o di un animale, la separazione dei genitori, l’inserimento nella scuola materna e elementare.

A volte il malessere può essere solo esteriore, perché il bambino riesce a celare all’esterno ciò che prova, oppure non riesce a tradurre in parole l’ansia e la depressione.

Fobia specifica: stato d’ansia elevato, provocato dall’esposizione a oggetti o situazioni temuti (per esempio: cani, gatti, uccelli, sangue, ospedali, etc.). Spesso si attua un comportamento di evitamento.

Fobia sociale: stato d’ansia rilevante, provocata dall’esposizione a determinati tipi di situazioni sociali (per esempio: feste fra coetanei, gite scolastiche, contatti con estranei, etc).

Disturbo ossessivo-compulsivo: caratterizzato dalla presenza di ossessioni (pensieri intrusivi e persistenti che causano un accentuato stato di sofferenza) e/o dalla presenza di rituali ripetuti (compulsioni) che hanno lo scopo di neutralizzare l’ansia (es.: il bambino tende a lavarsi le mani più volte al giorno, non tocca o tocca ripetutamente con rituali specifici determinati oggetti; il bambino può eccedere in perfezionismo tendendo a controllare più volte ciò che fa; può essere turbato da pensieri fissi che insorgono contro la sua stessa volontà).

Disturbo da stress post-traumatico: è caratterizzato dal rivivere un evento che è stato estremamente traumatico, è accompagnato da sintomi di attivazione neurovegetativa (tachicardia, sudorazione eccessiva, difficoltà di respiro) e dall’evitamento degli stimoli associati al trauma (per esempio: incidenti, calamità naturali, atti di violenza).

Disturbo d’ansia generalizzata: stato di eccessiva ansia e preoccupazione presente per un periodo di almeno sei mesi (es.: il bambino presenta un’eccessiva paura di sbagliare in ogni cosa che fa, strappa le pagine durante lo svolgimento di disegni o di esercizi, durante le attività motorie e sportive rimane in disparte a osservare gli altri per paura di non riuscire, lamenta frequentemente mal di testa o mal di stomaco durante le lezioni, etc.).

Disturbo d’ansia da separazione: si presenta per la prima volta in bambini o adolescenti di età inferiore ai diciotto anni, ma il più delle volte prima dell’adolescenza. Le manifestazioni del disturbo sono simili a quelle dell’agorafobia degli adulti, ma ciò che viene temuto dai bambini è laseparazione da casa o dai genitori (o dalle persone che ne svolgono le funzioni). Può manifestarsi in vari modi: malessere eccessivo e ricorrente, anche con sintomi fisici (analoghi all’attacco di panico), in occasione di allontanamenti reali o solo previsti; preoccupazione esagerata e persistente per la possibilità di perdere i genitori o che accada loro qualcosa di brutto; tentativi di evitare situazioni di lontananza dai genitori, anche se si tratta semplicemente di andare a dormire, frequenti incubi sul tema della separazione.

Tic nervoso: è una patologia neuro-psichiatrica che si manifesta senza alcun apparente elemento di causa-effetto e che consiste in attività involontarie del corpo ripetute meccanicamentesempre allo stesso modo, senza uno scopo apprezzabile e tendenzialmente del tutto involontarie.

Il tic permanente o “distonico” è tipicamente degli adulti, ha sempre un carattere fisiologico e può passare da lievissime a gravi conseguenze, quello “transitorio” invece, è un disturbo legato strettamente alla crescita e quindi esclusivamente riscontrabile nei bambini.

Il manifestarsi, spesso improvviso, del tic nervoso nei bambini, porta sempre una certa inquietudine nei genitori anche perché la medicina non è riuscita a isolare cause precise per il fenomeno, se non una connessione al fatto che esso aumenta in presenza di condizioni di ansia o stress.

Le tipologie di tic sono molteplici tra cui riconosciamo, per esempio, tic “motori” che comprendono smorfie e mosse involontarie di viso, collo, spalle o arti, ma anche movimenti simili a balzelli o, anche, tic “vocali” come tosse, raschiamenti e singhiozzi. In alcuni casi più gravi il disturbo può riguardare l’uso ricorrente di frasi, la ripetizione di suoni esterni appena ascoltati o addirittura la pronuncia involontaria di parolacce.

Il tic nervoso è un modo che il bambino o il ragazzo ha di comunicare un proprio disagio, un proprio stato di tensione o di ansia, è quindi assolutamente necessario adottare tutti i comportamenti che favoriscano il superamento di tale inquietudine, rendendo il clima in casa il più possibile sereno, disteso e conciliante; non sottolineando in alcun modo il disturbo del figlio, anzi, se necessario, minimizzandolo, quasi ignorandolo.

Nei casi in cui il bambino presenti un disturbo d’ansia o dell’umore è importante rivolgersi ad uno specialista che, dopo un’attenta osservazione del bambino e attraverso dei colloqui con i genitori, orienterà verso l’intervento terapeutico più congruo (Psicoterapia familiare/intervento sul bambino).

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