Disturbi dell’alimentazione

Riguardano comportamenti che implicano evidenti modificazioni delle abitudini alimentari al fine di mantenere o raggiungere una forma o peso corporeo che la persona si è prefissato.
Le persone che soffrono di questi disturbi si caratterizzano anche per un umore depresso, bassa autostima,ansia soprattutto per le situazioni sociali, tendenza al controllo ossessivo di situazioni riguardanti il cibo o comportamenti di accumulo compulsivo di generi alimentari, timore di non essere amati, sentimenti di fallimento e vergogna.

La ricerca di affetto e considerazione può spingere queste persone ad essere molto compiacenti verso gli altri, evitando di condividere vissuti aggressivi e di insofferenza, che vengono percepiti come intollerabili.

I disturbi dell’alimentazione includono:

Anoressia nervosa, caratterizzata da una perdita significativa del peso corporeo causata da una scarsa assunzione di cibo e da comportamenti di evacuazione (vomito autoindotto, eccessivo esercizio fisico, uso di diuretici, lassativi). La perdita di peso è vissuta come un aspetto positivo legato al controllo e all’autodisciplina.

Bulimia nervosa, è contraddistinta da grandi abbuffate alternate a comportamenti evacuatori(vomito autoindotto, abuso di diuretici e lassativi) per evitare l’aumento di peso. L’abbuffata riguarda l’assunzione di grandi quantità di cibo in un tempo ridotto, seguita da umore depresso e autoaccuse per non aver controllato l’assunzione di cibo.

Fobia del cibo: c’è la paura di deglutire il cibo e l’evitare alimenti di una particolare consistenza (solidi o farinosi) e a volte di un particolare sapore. Il timore è di esserne soffocati, di stare male o vomitare. Questi bambini possono essere magri a seconda della durata del sintomo e dell’adeguatezza del cibo assunto, ma raramente presentano le complicanze dell’anoressia nervosa.

Disturbo da alimentazione selettiva: questi bambini persistono nel mangiare una gamma ristretta di alimenti in genere ricchi in carboidrati. Spesso peso e altezza sono normali, ma se questo genere di dieta dura da molto tempo, il peso può essere superiore o inferiore alla norma a seconda dei costituenti della dieta. Di solito queste manie alimentari vengono abbandonate in età adolescenziale, quando è più sentito il bisogno di conformarsi al gruppo dei pari.

Alimentazione restrittiva: è presente uno scarso appetito e interesse per il cibo anche se la dieta può essere abbastanza bilanciata. È comune nel periodo prescolastico, ma se persiste per molti anni e può compromettere la normale crescita. A volte questi bambini presentano disturbi emotivi come tristezza, ansia e ossessioni che pervadono ogni aspetto della loro vita. Possono rifiutare di andare a scuola, evitare il contatto coi compagni, dormire poco e avere problemi di concentrazione. Spesso vorrebbero mangiare di più e si preoccupano per la loro magrezza.

Sindrome da rifiuto pervasivo: rifiuto di agire qualunque comportamento di cura di sé come mangiare e bere, con conseguenze spesso letali. Il rifiuto si accentua di fronte a tentativi di intervento con manifestazioni di terrore o furia. È sempre indice di un grave disagio emotivo.

Pica: tendenza a mangiare sostanze non commestibili (ad es. terra, sabbia, carta, plastica, insetti, etc.). E’ comune nei bambini nel corso del primo anno di vita, ma anomalo quando compare in età successive. Se non è presente un grave ritardo mentale può essere indice di un importante disagio emotivo.

Iperalimentazione compulsiva: questi bambini mangiano in eccesso e frequentemente e finiscono con l’essere in sovrappeso. C’è un bisogno incontrollabile di mangiare soprattutto se i bambini sono ansiosi o infelici. I tentativi di restrizione da parte dei genitori creano molte resistenze e se si impone una dieta il bambino mangia di nascosto. Sono presenti tutte le complicanze mediche associate all’obesità.

Ruminazioni: ripetuto rigurgito e rimasticazione del cibo senza che questo sia dovuto ad una condizione gastrointestinale associata o ad un’altra condizione medica generale. Se non è presente un grave ritardo mentale, è indice di un significativo disagio emotivo.

I disturbi dell’alimentazione non vanno mai sottovalutati. E’ fondamentale intervenire tempestivamente per capire le cause del disturbo e scegliere la terapia psicologica più adatta. Utile ed efficace risulta essere la psicoterapia familiare, eventualmente affiancata alla psicoterapia di gruppo e alla psicoterapia individuale.

Prenditi cura del tuo benessere, non aspettare

scegli la sede più vicina e contattaci

Share This