Identità di genere: psicologia, disagi e disturbi

disturbi dell'identità di genere
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L’interesse verso i disagi dell’identità di genere degli ultimi decenni ha cercato di superare l’ottica patologizzante degli approcci medico-psichiatrici del passato. E’ bene quindi analizzare e superare un eventuale disagio piuttosto che considerarlo semplicemente un disturbo di identità di genere, come si faceva fino a poco tempo fa.

Identità di genere psicologia e disturbi

Identità di genere significato: il termine “genere” si riferisce attualmente non a disturbi legati alla sfera sessuale nella loro accezione meramente biologica (aspetti ormonali, cromosomici o di organi genitali caratteristici), ma vuole estendersi ad una dimensione psicologica più complessa.

Bisogna precisare che le diverse evoluzioni dell’identità di genere vanno considerate con molta cautela, in quanto non sempre provocano sofferenza alla persona che le vive né alle persone che la circondano. Va precisato che una forma di insoddisfazione per il proprio corpo è comunemente sperimentabile da tutti in modo transitorio, soprattutto in alcune fasi della crescita (infanzia e adolescenza). E’ quindi doveroso valutare tutte gli aspetti del funzionamento psichico-socio-relazionale della persona per poter considerare la diversità come fonte di disagio.

L’attenzione quindi, viene rivolta non alla definizione di un disturbo, ma all’ascolto dell’eventuale confusione e sofferenza che la diversità dell’identità di genere e sessualità possono comportare.

Il disagio riguarda la difficoltà emotiva verso il sesso di nascita e l’identificazione con il sesso opposto.

Come capire la propria identità di genere: il ruolo della psicologia

La persona che necessita di un aiuto nel passaggio, vive il proprio corpo in modo ansioso e antagonistico, tanto da crearne un’ossessione costante e tormentosa.

Le sofferenze legate all’appartenenza ad un genere possono creare compromissioni psicologiche complesse. I vissuti di disagio si caratterizzano per aspetti depressivi che possono portare alla disperazione, a idee o tentativi suicidari, o ad atti autopunenti e automutilanti nei confronti di parti del corpo di carattere sessualizzato.

Per cercare di lenire le sofferenze causate dalla discordanza tra il corpo e il vissuto psicologico, spesso la persona ricorre all’utilizzo di psicofarmaci e sostanze stupefacenti. Alcune persone possono definirsi in senso positivo indossando abiti dell’altro sesso, percependosi come più espressivi e integri con se stessi.

È importante saper accogliere e comprendere la difficoltà presentata dalla persona, soprattutto in relazione ai condizionamenti socio-culturali e familiari con cui si relaziona, che spesso la inducono a isolarsi dalle relazioni anche significative. È necessario lavorare sulla consapevolezza della propria identità, sostenendo e rinforzando l’autostima in questo delicato passaggio.

La persona con un disagio dell’identità di genere può trovare beneficio in una psicoterapia che lo accompagni nelle varie fasi di elaborazione dei propri bisogni, dei propri vissuti, delle proprie emozioni contrastanti.


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