Demenza

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In un disturbo di demenza, come per il delirium e l’amnesia, l’elemento principale è una carenza cognitiva o di memoria clinicamente rilevante. Questa carenza è dovuta a una condizione medica, all’uso di una sostanza stupefacente o di un medicinale.

La Demenza

Ci sono più tipi di demenza: Alzheimer, Vascolare, dovuta a trauma cranico, a malattia di Parkinson, di Huntington, etc.

La caratteristica centrale è lo sviluppo di molteplici deficit fra cui la compromissione della memoria, per cui la persona non è in grado progressivamente di apprendere nuove informazioni, o dimentica nozioni acquisite in precedenza. La persona può perdere oggetti di valore, dimenticarsi del cibo che cuoce sui fornelli, perdersi vicino casa. Negli stadi avanzati, la persona dimentica il proprio compleanno, i familiari e a volte persino il proprio nome.

I segnali della demenza progressiva

Il deterioramento del linguaggio può essere manifestato dalla difficoltà di ricordare i nomi; l’eloquio può diventare vuoto, con l’uso eccessivo di termini vaghi come “cosa”, “questo”. Negli stadi avanzati la persona può divenire muta o ripetere suoni e parole più volte. La persona con demenza può divenire incapace di eseguire attività motorie (vestirsi, cucinare, etc.). La persona perde la capacità di pensare, pianificare, iniziare e affrontare nuovi compiti che richiedono l’assimilazione di nuove informazioni.

La consapevolezza dei propri deficit, nella persona con demenza, può essere parziale o mancare completamente. Le persone affette da demenza preservano il senso della propria identità fino a stadi relativamente avanzati della malattia. Possono essere in grado di svolgere il loro lavoro e le loro abituali attività sociali in maniera abbastanza soddisfacente.

Le demenze e le loro cause più comuni

Circa i due terzi dei casi di demenza sono dovuti a malattia di Alzheimer e in queste persone il declino si verifica in media nel giro di dieci anni. Durante tale declino, accanto alla compromissione delle funzioni cognitive, possono manifestarsi alterazioni dell’umore e della personalità. Quando la persona è consapevole dell’inizio del declino, può avere scoppi di ira e combattività. Se la persona ricorda ancora bene com’era prima della malattia, l’avanzamento della stessa può comportare grave disagio psico-emotivo. Quando i ricordi più remoti iniziano a svanire, anche il senso di identità si perde.

Il trattamento per la demenza cerebrale

Il trattamento, nei casi di demenza da insulto cerebrale, viene pianificato a partire da un’accurata valutazione dei seguenti parametri: modalità con cui il danno cerebrale ha colpito le sfere sensoriali, motorie e cognitive; reazione del paziente ai deficit organici; impatto del danno e della reazione del paziente sull’adattamento sociale e psicologico; contributo della struttura di personalità al quadro clinico.

La psicoterapia può essere utile nelle persone con demenza da danno cerebrale, se c’è una motivazione buona a iniziare un percorso terapeutico, se c’è ancora padronanza in qualche area della propria vita e in assenza di grave compromissione del linguaggio. Lo scopo della terapia in tali casi risiede nell’aiutare la persona ad accettare i deficit irreparabili e le limitazioni conseguenti alla malattia (come il non poter tornare a lavoro) e a elaborare la perdita della propria identità precedente. Può essere utile una terapia familiare e di coppia, per aiutare i pazienti ad adattarsi a cambiamenti nelle relazioni intime e ad affrontare il quotidiano. Anche se l’impoverimento cognitivo progredisce più o meno rapidamente, la persona colpita da demenza può essere raggiunta in terapia da un punto di vista emozionale.


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