Approccio psicoanalitico relazionale

Secondo la prospettiva psicoanalitica relazionale la storia evolutiva di ogni uomo si costruisce attraverso le continue esperienze di organizzazione di se stessi, dei rapporti interpersonali e delle relazioni significative del passato.
La ricchezza di ogni mente umana non appare predeterminata in senso universale, ma si caratterizza in modo unico in base alle specifiche capacità costituzionali di ciascuna persona.

Le esperienze interpersonali quindi, sono interiorizzate e trasformate in esperienza personale sotto forma di schemi relazionali; questi ultimi si riattualizzano nei processi interpersonali del presente e vengono nuovamente modellati da essi in una sorta di interazione e trasformazione continua.

La psicoanalisi della relazione pone molta attenzione ai vissuti della sofferenza personale, considerandola come una risposta umana a momenti di cambiamento della vita o di aspetti interni e soggettivi che si vanno modificando.

Per la psicoanalisi della relazione il cambiamento a cui va incontro la persona anche se spesso doloroso è, nel contempo, vitale e necessario, affinché ogni persona possa trovare un migliore adattamento alle proprie modificazioni evolutive e a quelle del contesto socio-relazionale in cui è inserita.

L’accoglienza della sofferenza della crisi personale aiuta a trovare nello spazio terapeutico, dei nuovi significati al momento di smarrimento che si sta vivendo, mirando a raggiungere un livello di consapevolezza personale più piena di sé e della propria sofferenza come espressione di un passaggio evolutivo e vitale per ognuno.

Nella relazione analitica, la persona potrà lavorare sulle modalità relazionali con cui si rapporta e si rapportava abitualmente a se stessa e agli altri, aprendosi anche alla possibilità di valutare esperienze psichicamente più funzionali.

Nel qui e ora della seduta analitica, infatti, la persona può ipotizzare di cambiare prospettiva di lettura e comprensione della propria storia di vita. Il lavoro psicoanalitico della relazione, attraverso l’elaborazione di pensieri, ricordi, sogni, etc., che riproducono le difficoltà vissute, vuole entrare in relazione con i vecchi schemi relazionali della persona, stimolandone la riflessione sugli effetti nella propria vita.

Lo psicoanalista relazionale partecipa attivamente al processo clinico divenendo, insieme alla persona in terapia, co-costruttore di quella specifica esperienza relazionale che ha il fine di far riappropriare e, al tempo stesso, elaborare, i vissuti personali fino ad allora difficilmente gestibili.

Nel modello psicoanalitico relazionale l’analista si attiva nel ruolo di facilitatore attivo e partecipe alla ricerca di una maggiore presa di consapevolezza della persona rispetto alla psicoanalisi classica.

Il terapeuta, in modo opportuno e misurato, può manifestare nel corso dei propri interventi la sua dimensione soggettiva esprimendo alla persona i propri pensieri e vissuti creando nella relazione terapeutica un’interazione tra due persone che, pur con distinti ruoli, concorrono insieme al processo clinico, portando le proprie risorse e il proprio contributo personale.

L’intervento clinico della psicoanalisi relazionale mira a favorire una nuova e positiva relazione tra analista e paziente, così da permettere a quest’ultimo di prendere coscienza dei propri processi psichici disfunzionali e cambiarli.

L’obbiettivo proposto dall’approccio psicoanalitico relazionale è di creare uno spazio di aiuto e condivisione con la persona, accogliendola nella sua ricca e preziosa unicità, e sostenendola nella propria difficoltà più profonda, affinché sia sempre più consapevole di scegliere i percorsi di vita più funzionali alle proprie esigenze.

Prenditi cura del tuo benessere, non aspettare

scegli la sede più vicina e contattaci

Share This