Approccio gruppoanalitico

La gruppoanalisi, ovvero l’analisi mediante il gruppo, è un metodo psicoanalitico originatosi dalla psicoanalisi.
L’analisi mediante il gruppo ha come rappresentante principale Foulkes che sosteneva che l’individuo è un “animale sociale”, ovvero un soggetto non isolato, ma inserito in un contesto sociale che lo influenza nei pensieri e nei comportamenti. In base a questa concezione di base egli propose una «forma di psicoterapia praticata dal gruppo, nei confronti del gruppo ivi incluso il conduttore» (Foulkes, 1976).

La situazione gruppale permette di esplorare un inconscio sociale, per cui le emozioni e le reazioni di ogni paziente hanno influenze non solo su di lui, ma anche su ogni altro membro del gruppo e sul gruppo nel suo insieme. Il gruppoanalista pone attenzione al processo tramite il quale il gruppo attraversa emozioni, affetti, pensieri espressi da un singolo membro.

Secondo Foulkes, il progetto terapeutico di una gruppoanalisi è simile alle altre psicoterapie in quanto, si presentano anche qui fenomeni come la catarsi, il transfert, i processi di identificazione e controidentificazione, differenziazione e di proiezione; tuttavia nella situazione di gruppo agiscono alcuni fattori terapeutici che si possono ritenere specifici di un gruppo.

Il gruppo diviene il simbolo di oggetti interni come per esempio la madre o il padre, e di oggetti esterni come l’ambiente familiare e sociale. Il paziente si rende conto che, anche altre persone soffrono di problemi, ansie, impulsi simili ai suoi. Questa consapevolezza dà sollievo e favorisce l’attenuazione dei propri sensi di colpa. Il proprio materiale rimosso attraverso il rispecchiamento nell’altro, viene riconosciuto più facilmente e ciò permette un’analisi che, anche se riferita ad altri membri del gruppo, è rivolta contemporaneamente anche a se stesso. Tali reazioni si basano sul fenomeno della risonanza, ossia su una comunicazione inconscia tra i vari membri del gruppo che vivono intense emozioni e comportamenti come se il gruppo avesse percepito a livello inconscio le problematiche e le sofferenze dell’altro anche senza il bisogno di verbalizzarle.

Appena la persona entra in un gruppo la sua attenzione è tutta rivolta verso se stesso, perché si preoccupa solamente di trovare la soluzione più efficace al problema per il quale ha deciso di intraprendere una terapia. Nel corso della terapia stessa però, l’attenzione della persona si sposta sulle relazioni sociali le quali, nascono nel gruppo attraverso l’interazione e la con-divisione con l’altro del proprio mondo interiore, dei propri fantasmi, delle proprie angosce e paure.

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